I giochi

bambini_due

Come in ogni parte del mondo, anche i bambini e i ragazzi di montagna, nelle ore lasciate loro libere dai genitori, praticano parecchi giochi, soprattutto di gruppo.
Prima però di considerare i giochi veri e propri dei bambini, riporto alcuni scherzi., accompagnati da filastrocca, che fanno i genitori per distrarre i bambini più piccoli. Alle dita della mano vengono assegnati questi nomi:

Mignolin
(mignolo) Sposalin (anulare) Mato longo (medio) Cura oci (indice) Copa pioti (pollice).
Indicando uno alla volta le dita della mano, partendo dal pollice, si accoppia ad ognuno un versetto delle seguenti filastrocche:
(pollice)              ‑ Go
fame.
(indice)               ‑ No
ghe n’è.
(medio)              ‑ Nemo
a robare (parché l’è el pí grando!).
(anulare)            ‑ L’è
pecà mortale.
(mignolo)            ‑ V
arda nel cassetin ‑ che gh’è on panetin,demelo a mi che son el    
                              butin

(pollice)              ‑ Questo
l’è cascà in t’el posso;
(indice)              
‑ questo el l’à tirà sù;
(medio)             
‑ questo el ga fato la panà;
(anulare)           
‑ questo el ghe L’à sorà;
(mignolo)           
‑ questo el ghe l’à magnà.
Indicando prima gli occhi, uno dopo l’altro, poi le orecchie, la fronte e la bocca, si prende poi il naso tra l’indice e il medio e si scuote leggermente, ad ogni gesto viene accostato un versetto della filastrocca:

‑ Oceto belo, ‑ so fradelo, ‑ receta bela, ‑ so sorela, ‑ la piassa, ‑ la porta, ‑ el campavelo: tin, tin, tin!

Per le seguenti filastrocche, si prende la mano del piccolo si fa una carezza per ogni versetto; all’ultimo si da un leggero schiaffo o si fa il solletico:
‑ Manina bela, aedo sito stà? ‑ Dala marna e dal pupà. ‑ Sa t’ai dato? ‑ Pan e puina. ‑ Bela manina!
‑Manina bela, ando sito stà? ‑ Dala marna e dal pupà. ‑ Sa t’ai dato? ‑ Pan e late. ‑ Gate, gate!
(2).
‑Manina bela ‑ so sorela
‑ Ande setu stà? ‑Son stà da la nona.
‑ Sa t’ala dato? ‑Pan e late.
‑Barba Bastian ‑Pan biscoto- Tira andrio la man- se non te scoto.

 (1) Cfr.: A. CORNOLDI, Ande, bali, … op, cit., p. 54. (2) Cfr.: A. CORNOLDI, Ande, bali, … op. cit., p. 54.  DA  E. BONOMI VITA E TRADIZIONI DELLA LESSINIA  

 

Gioco più frequente per i bambini delle contrade di montagna è il nascondino, chiamato con diversi nomi: dugar a scondiroti, a ciupascondi, a pionsel, o a far el cuco. Dopo aver scelto con una conta chi deve piar, o ciupar, o star sula mare, si stabilisce fino a che numero questi debba contare, forte e girato verso un muro, per permettere agli altri di nascondersi. Dopo aver contato fino al numero stabilito, chi pia avvisa gli altri che sta per iniziare la ricerca gridando:

Un, due tre, ci no scapa, gh’è;
oppure:
Guardian, guardian, fin ch’el lupo sta lontan; lupo ci sei, lupo ci sei, lupo ci sei;

a volte sono quelli nascosti che, quando credono di essere pronti, gridano: cuco! e l’altro può iniziare la loro ricerca. Per vincere la partita, quello che sta soto deve scoprire dove sono nascosti tutti gli altri e toccare tre volte la mare per ogni giocatore scoperto, dicendo: un, due, tre, par el… (nome del giocatore), prima che vi riesca qualcuno di questi. Se qualcuno vi riesce, si dice che el ghe L’à fata, e libera in questo modo tutti gli altri; l’altro, avendo perso la partita, deve piar di nuovo; diversamente pia il primo che è stato scoperto.
DA  E. BONOMI VITA E TRADIZIONI DELLA LESSINIA 

 
Altro comune gioco è quello del
Pipissola: i bambini si siedono in cerchio sull’erba con le gambe divaricate verso il centro; dall’interno del cerchio uno recita una filastrocca e indica, anche con un bastone, una gamba per ogni versetto di un’apposita filastrocca. Chi viene indicato sull’ultimo versetto deve alzare la gamba indicata, quindi ripiegarla e sedervisi sopra; chi ha ripiegato ambedue le gambe esce dal gioco.
 Le filastrocche più frequentemente usate sono le seguenti:

Pipissola ‑ barba bianca mile uno ‑ mile du mile tri ‑ mile contro mile sincoe ‑ etile sié mile sete ‑ mile oto scaraloto ‑ ciuciadèla esca badesca ‑ tira indrío coesta;
 

Pipissola ‑ cotobianco ‑ minisanco mini uno ‑ mini du mini tri ‑ mini contro mini sincoe ‑ mini sié mini sete ‑ mini oto o magnà on toco de pan biscoto ch’el saea tanto da bon tira moleta ‑ salta molton tirelo su ch’el ga reson;

 Pipissolo ‑ ramassolo testa bianca ‑ nomi sanca mini uno ‑ mini du mini tri ‑ mini coatro mini sincoe ‑ mini sié mini sete ‑ mini oto sgarboto ‑ esca modesca coala ela? ‑ sempre coesta.

Sull’erba si gioca anche a Tabariol: ci si mette tutti seduti in cerchio rivolti verso l’interno; uno gira di corsa esternamente al cerchio e depone un fazzoletto dietro la schiena di qualcuno. Questi deve accorgersene prima che l’altro faccia un altro giro; se non se ne accorge in tempo, tocca a lui girare all’esterno col fazzoletto.
Con castagne e noccioline si fa un altro gioco: uno ne chiude un certo numero in pugno, poi chiede all’altro:

Mingo, mingon, coanti sié e coantí sete, coanti pari ne volete?;
l’altro dice un numero e, se indovina quante noccioline o castagne questi ha in mano, queste diventano sue.
 
DA  E. BONOMI VITA E TRADIZIONI DELLA LESSINIA

Si gioca anche a Salta musseta, dove alcuni devono scavalcare con un salto gli altri messi a schiena piegata; a Mosca cieca, detto anche Orbesin, dove uno bendato deve prendere gli altri; simile a quest’ultimo è giocare a darsela, o a la mufa, dove chi ha la muffa deve rincorrere gli altri per darghela; comuni sono il salto con la corda e gare de carioleta, oltre a vari giochi con la palla, magari fata de strasse.

Gioco molto comune nelle contrade di montagna soprattutto fino a 10‑15 anni fa), è parar i sercoli. Con un manico di ferro, che ad un’estremità finisce grosso modo ad U, i ragazzi, abilissimi, fanno a gara nel guidare e nel far correre un cerchio di metallo, recuperato da qualche vecchia botte. Chi perde il controllo del cerchio, perde la gara.

Si gioca anche a l’Omo nero e a Carabigneri e Disertori, (variazione del gioco Guardie e Ladri, evidentemente dovuta al ricordo della Prima Guerra Mondiale).

 Talvolta il padre ricava artigianalmente dal legno alcune bocce, con le quali fa giocare i bambini. (Sono però ricavate in questo modo anche le bocce con le quali giocano gli adulti). Simile al gioco delle bocce, ma più comune per i bambini, è dugar a pice, con piccole biglie ricavate dalla creta molle.
DA  E. BONOMI VITA E TRADIZIONI DELLA LESSINIA

 

 

Better Tag Cloud