La carriola

La carriola
Sembra una cosa incredibile, ma nelle contrade superiori dei Lessini si cominciò ad usare la ruota applicata ai mezzi di trasporto soltanto verso la fine della prima metà del secolo scorso. Non solo la tradizione popolare dice questo ma anche i documenti dell’epoca; poi se si osserva il tracciato delle mulattiere sulle quali si sono costruite in parte le moderne strade, ci si rende conto che non si poteva usare la ruota. A proposito delle mulattiere, si diceva che per tracciarle si usava lasciar libera una lepre quando c’era la neve per poi seguirne le tracce.Per tradizione sappiamo che a Velo Veronese la prima ruota fu fabbricata in contrada Campe.
Le ruote furono dapprima applicate alla groja (z), un mezzo di trasporto locale che ne era privo.
Se dunque erano le strade del tempo ad impedire l’uso della ruota, sembra però strano che i nostri montanari non usassero la carriola, un mezzo che non abbisogna di una strada. I vecchi infatti dicevano che ai loro tempi (si tratta del 1870 circa) ancora non tutti i contadini avevano la carriola, che aveva cominciato ad apparire pochi decenni prima.
Per il trasporto di cose leggere si usava la barella, in due versioni: una per pulire la stalla e l’altra per il trasporto di sassi e altre varie cose. Come è ovvio con la barella ci volevano due persone, mentre con la carriola ne bastava una.
I montanari narravano una storia con cui attribuivano l’invenzione della carriola ad una donna. Cosa dicevano:
Due sposi stavano trasportando il letame della stalla con una barella che il marito aveva oltremodo caricato. La moglie che era meno forte non ce la faceva a portarla ed allora il marito cominciò a brontolare. La moglie per tutta risposta gli disse:
D’ora in avanti te la portare ti solo la barela.
Detto ciò, andò in casa, si mise le scarpe e andò difilata da un falegname, ordinandogli di fabbricare una ruota, cosa che l’artigiano fece subito. Poi, tutti e due si recarono nella stalla e qui la donna insegnò al falegname il punto della barella dove doveva applicare la ruota. Finito il lavoro, la barella diventò una carriola e allora la moglie disse al marito:
Caro tesoro, adesso leva e spingi ti.
Da quel giorno in poi le donne non furono più costrette a portare la barella, perché con l’ingegno e l’astuzia avevano trovato chi le sostituiva ».
 (I) Titolo dialettale: La cariòla.
 Area di diffusione: M. Lessini.
Raccolta e scritta da: Attilio Benetti dalla viva voce della madre.

(z) Caratteristico carro agricolo a due ruote usato nei Lessini per il trasporto.

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