itinerari passeggiate
Selva di Progno – Covolo di Camposilvano
Selva di Progno – Covolo di Camposilvano
Percorso tra grotte e cunicoli che parte dall’abitato di Selva di Progno per giungere a Camposilvano. Il tracciato ripercorre la vecchia mulattiera di collegamento tra Selva di Progno (metri 570) e Velo Veronese (metri 1086), favorendo la scoperta di alcune contrade più suggestive della zona di Azzarino.
Località di partenza Selva di Progno
Località di arrivo Camposilvano
Modalità di percorrenza
piedi, 3,5 ore
Dislivello 500 metri
Lunghezza 5,75 chilometri
Grado di difficoltà medio
Accessibilità adatto ai bambini
Imboccando il sentiero C.A.I. 252 si risale il lato sinistro del Progno d’Illasi. Inoltrandosi nella Valle del Covolo, dopo 700 m si può ammirare contrada Xami (655 m s.l.m.) per arrivare poi ai Covoli di Velo Veronese, un sito classificato come Riserva Naturale Orientata del Parco Naturale Regionale della Lessinia. Si può osservare un complesso di gallerie con grotte e cuniculi, secoli fa riparo dell’orso delle caverne e frequentato dall’uomo preistorico. Il tracciato prosegue sulla Strada Provinciale verso nord, inoltrandosi nell’area di Azzarino, con le splendide contrade Scrivazzi, Bruschi e Stalla-Fontani, dove si può ammirare uno splendido affresco su una stalla di San Giorgio e il Drago. Qui si prende la vecchia mulattiera delimitata da muretti a secco, tipici della tradizione locale, che porta fino a Contrada Croce, caratterizzata da un’architettura di pregio e un complesso di lavatoi dovuto alla presenza d’acqua. Continuando lungo la mulattiera ci si addentra in una bellissima faggeta, poi s’incontra la strada comunale che porta a contrada Laste (a destra). Si prosegue sulla mulattiera a sinistra per raggiunge la Croce del Gallo, in pietra (1170 m s.l.m.), con punto panoramico sul gruppo del Carega. Al crocevia si prende la strada a sinistra diretta a Contrada Cuniche dalla quale si scende a Camposilvano. Non può mancare una visita al Museo Geopaleontologico di Camposilvano, nato con lo scopo di illustrare la geologia e la paleontologia del territorio, con un breve cenno agli avvenimenti geologici e paleontologici verificatesi sul nostro pianeta nei periodi precedenti alla formazione dei Lessini; di pregio la ricca collezione di ammoniti di Attilio Benetti. Si consiglia inoltre la visita al Covolo di Camposilvano, grande cavità carsica che sembra aver ispirato Dante per ideare l’Inferno della Divina Commedia. In origine il Covolo era un grande stanzone sotterraneo più ampio di 250.000 metri cubi di volume che si era formato, in seguito all’azione carsica, nei Calcari Grigi del Giurassico inferiore o Lias; poche migliaia di anni fa si verificò il crollo di una parte della volta della cavità.
Fonte: http://www.parchiveneto.it
TRA LE CONTRADE DI AZZARINO ( da Le contrade di velo Veronese Centro Turistico Giovanile animatori culturali-ambientali “LESSINIA” MAURIZIO DELIBORI – TREKKING
Il nostro percorso si svolge in gran parte nel territorio di Azzarino , uno dei XIII Comuni Cimbri , la cui indipendenza termino’ con l’avvento di Napoleone che lo accorpo’ come frazione di Velo, tra l’opposizione della popolazione che incendio’ il Municipio di Velo. Si tartta in realta’ di una serie di contrade molto antiche, citate nei documenti del XIII e XIV secolo come Azenirum , in seguito colonizzate nei secoli XV , XVI e XVII da popolazione bavaro- tirolesi, poste in territorio isolato, con poche vie di accesso, fino al secolo scorso: da Selva lungo l’impervia valle dei Covoli, da Giazza lungo il sentiero che sale a Pozze, da Velo per Croce o per Purga e da Camposilvano per Cuniche.
I vari nuclei abitati di Azzarino sono posti in un territorio dalle dolci ondulazioni protetto dai venti del nord dai rilievi che salgono al Sengio Rosso ed al Monte Bellocca. Il nome Azzarino deriva dal latino “arger=argine” in quanto il territorio e’ arginato da alture e da piccole valli.
Si parte da contrada PURGA (1108) posta a Nord di Velo sulla strada che conduce a Camposilvano. Ci dirigiamo lungo la strada ad Est per Tecchie fino al dosso da cui compare la conca di Azzarino. Qui prendiamo la mulattiera che scende ad Est nel bosco misto di faggi, abeti, larici e betulle posto sul versante settentrionale del Purga e passiamo sotto il Sengio della Paicoal, una roccia il cui nome cimbro significa “covolo dell’ape” per aver ospitato in un cunicolo uno sciame di api fino al secolo scorso, il cui miele veniva raccolto salendo per una scala. Da qui prendiamo la mulattiera che scende a Nord, uscendo dal bosco e poi volgendo ad Est porta a contrada Croce (1008 m) Si potrebbe anche proseguire in piano nel bosco fino ad una stalla del 1914 e poi scendendo alla Croce tramite un sentierino nel prato.Croce e’ una contrada abbastanza ambia con interessanti architetture. Qui troviamo i cosiddetti “volti barbari”, una sorta di porticato gotico chiuso, risalente al XV secolo , in cui la tradizione vuole si rifugiassero gli abitanti con i loro animali in caso di assalti da parte di briganti o di lupi ed orsi.
Prendiamo ora la mulattiera che scende a nord fino ai ruderi di un mulino con sorgente posto nell’impluvio. Continiamo sulla mulattiera che percorre il versante sinistro della valletta e si raccorda con la strada asfaltata ad est, poco sotto contrada ROSARO (950 M), il cui toponimo deriva dal dialetto veneto “rosaro=rosaio”. Poche decine di metri lungo la strada ad Est ci separano ora da contrada SCHIAVONI (957 M) preceduta da un artistico capitello della MADONNA DI POMPEI posta tra San DOMENICO e Santa CATERINA. La contrada SCHIAVONI, il cui toponimo deriva dal veneto “s-ciaoni= schiavi” sembra essere stata abitata da un funzionario veneziano incaricato di provvedere il legname per l’Arsenale; Schiavoni erano comunque denominati anche gli schiavi dalmati.
Proseguiamo ora sulla strada che si innalza e volge ad est fino a giungere alla contrada CAMPE.
Proseguendo lungo la strada bianca che si dirige a NORD si incontra un baito . Dopo alcune decine di metri eccoci a COVEL (1021 m), antica contrada attestata ancora nel 1570 ed il cui nome deriva dall’antico tedesco cima di montagna o gola di montagna scavata nella roccia, entrambi riferiti alle precepiti pareti verso la Val d’Illasi o alla presenza di doline (la piu’ prossima usata come discarica).
Dietro la contrada verso NORD , dove parte il sentiero per Giazza, si trova una stupenda stele in pietra con scolpiti in rilievo una crocefissione con i simboli della passione . Prendiamo ora il sentierino di fronte alla stele che porta in breve ad est ai piedi di una roccia dov’e’ posta una scultura popolare raffigurante la Madonna dei sette dolori . Tornati alla contrada , si prende la mulattiera che scende ad OVEST e poi si risale verso POZZE (1051 M) toponimo derivante dal cimbro “puzze” che si rifa’ al latino “puteus”=pozzo . Da qui si continua sulla mulattiera che si dirige ad Ovest e dopo un po’ incontriamo una stele in pietra con crocefissione del 1749; ci dirigiamo quindi a Sud-Ovest per un prato e si sale di fronte, passando vicino a due doline, alla contrada RIVA (1081 M) attestata ancora nel 1567 ed il cui nome deriva dal veneto “ria=terreno in pendenza”.
Lungo la strada a nord-Ovest che porta Foi si trova un tradizionale baito della contrada. Contrada Foi (1078 m) il cui toponimo deriva dal dialetto veneto “foi=faggi” e’ attestata ancora dal 1570 e testimonia la ricchezza di boschi presenti nella zona.
Proseguiamo ora fino a Nord , all’incorcio con la strda per Battisteri e giriamo poi a sinistra (ovest) passando di lato alla piccola contrada AL PEZZO , toponimo che richiama l’abete rosso. Subito piu’ avanti vi e’ CHIARENZI (110 M) contrada recente il cui nome deriva dal cognome CHIARENZA. Proseguiamo quindi a NORD ovest per TECCHIE (1107) contrada attestata gia’ nel 1566 ed il cui nome locale “tece significa fienile”.
Proseguiamo ora lungo la strada asfaltata che si dirige a SUD-OVEST incontriamo un capitello del 1895 e si giunge al bivio per la corce del Gallo dove si incontra un cippo rosso ammonitico con incisi i nomi delle localita’ vicine LESSINE, AZZARINO E VELO, testimone del passaggio dell’antica “Via Cara” verso l’alpeggio de “le sine”. Incontreremo nell’ultimo tratto di percorso un altro capitello del 1851 con l’Immacolata e presentante la sscritta”O PENTIRSI O DANARSI.MOLTE INDULGENZE SONO CONCESSE A CHI INNANZI A QUESTA IMMAGINE RECITA ANCHE SOLO UN’AVE MARIA FERARI DOMENICA FF 1851″.
Da qui in pochi minuti torneremo a contrada Purga (1108 m) dove eravamo partiti, non senza ammirare un’ultima volta le contrade appena percorse.
Anello nei dintorni di Velo Veronese
• DESCRIZIONE: Velo Veronese, Purga, Croce, Fontani, Corrè, Tezze di Sotto, Garzon di Sopra, Menotti, Viaverde, Malga Vazzo, Salaorno, Sengio, Jagher, Gardun, Bertoldi, Velo Veronese.
• LUOGO DI PARTENZA E ARRIVO: Velo Veronese piazza centrale
• LUNGHEZZA INDICATIVA: 20 Km
DISLIVELLO INDICATIVO: 600 metri
TEMPO MEDIO DI PERCORRENZA: 2 ore
DIFFICOLTA’: Medio
COMMENTO: Un piacevole itinerario attraverso alcune delle più belle e più antiche contrade della Lessinia pedalando su carrarecce e tra boschi di faggi
apri il documento in formato PDF : itinerario1
Fonte: http://www.pedalaparco.it
Sull’altopiano dei tredici comuni da Camposilvano porta alla Conca di Azzarino
Altimetria : Salita m. 220 e discesa m. 220
Tempo : ore 4.30
Si tratta di un’escursione che da Camposilvano porta alla Conca di Azzarino consentendo di conoscere una zona della Lessinia Centrale ricca di fenomeni carsici e di fossili. Il percorso si snoda tra boschi di faggio, ampi prati coltivati e zone mantenute a pascolo per il bestiame.
Da Camposilvano 1157 m, raggiungibile da Verona seguendo le indicazioni per S. Martino Buonalbergo, Cerro Veronese, Roverè Veronese e Velo Veronese, si seguono le indicazioni del sent. n. 251 che raggiunge Contrada Cunech 1190 m. 11 Il sent. prosegue portandosi sopra alla contrada, sul colmo della Conca di Azzarino; si attraversa un bosco di faggio e si giunge ad una croce in pietra denominata Croce del Gallo ed alla località omonima 1173 m. Si piega a sin. e seguendo sempre il sent. 251 si raggiunge Contrada Val Sguerza. L’escursione prosegue verso il dosso “Forarèche” lasciando alle spalle V.Sguerza e prendendo poco sotto il largo sent. delimitato da muretti che porta a Contrada Chiarenzi.
Giunti sulla strada asfaltata si gira a sin venendosi a trovare, dopo c.
100 m. ad un bivio proseguendo ancora lungo la strada sterrata (a sin.) che penetra nel bosco. La contrada che si incontra successivam. è quella di Battisteri 1078 m. con i tipici camini a vento sormontati da imponenti tetti in lastra di pietra, detti “tabàrri” a cui segue Contrada Pozze 1051 m, già citata in un documento del 1589 . Seguendo una valletta si arriva in Contrada Covel 1021 m e proseguendo il percorso si incontra un “baito de la contrà”, prima forma di caseificio sociale. Segue Contrada Campe 1024 m. Risalendo la strada asfaltata si prosegue per Contrada Riva 1081 m e per Contrada Foi. Giunti nuovam. al bivio incontrato all’andata, si gira a sin. portandosi verso Contrada Tecchie 1107m. La strada prosegue tra faggi e morbidi prati fino ad un cippo segnaletico in pietra. Si arriva sotto a Contrada Laste 1141m, l’ultima dell’escursione; dopo averla superata si gira a d. e si risale seguendo il sent. 253; si giunge quindi nuovamente alla Croce del Gallo ed alla località omonima 1173 m. Nuovam. per il sent. 251 si ritorna a Cunech ed a Camposilvano.
(Di Emanuele Falghera, articolo apparso sulle Alpi Venete)
