Inserito da admin | Inserito in news | Inserito il 13-02-2009
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Velo 40 anni fa fotografie di don Giulio Battistella
Dal 1961 al 1964 don Giulio Battistella è il curato di Velo Veronese. Sono di quegli anni le sue prime fotografie. La piazza di Velo di notte, le contrade e la loro gente, le cucine delle case, le gite sul lago, i bambini che affondano nella neve per raggiungere, a piedi, la scuola elementare di Azzarino. Dal 1965 in poi, don Giulio è curato nella parrocchia di San Luca, a Verona, eppure il suo legame con Velo non viene meno. E allora eccolo portare lassù, d’estate, i giovani della sua nuova parrocchia per aiutare i montanari a tagliare il fieno. Per una settimana, alloggiati nell’edificio delle scuole di Azzarino, due in una famiglia, due in un’altra, per i cittadini questo lavoro è un’esperienza di vita, per i montanari un’occasione per farsi nuovi amici. E d’inverno, per Santa Lucia, don Giulio torna con i suoi ragazzi a portare giocattoli ai bambini. I luoghi, i volti, la memoria, il ricordo, la nostalgia, la serenità di quando si era più poveri e più generosi.
40 anni fa
Sembrano passati secoli eppure le immagini di don Giulio Battistella sono di appena 40 anni fa. Velo sembra un villaggio di montagne lontane. Negli sguardi delle persone c’è la semplicità e la serenità, una povertà dignitosa, infanzie di bambini vissute fino in fondo. I libri sgualciti sui banchi di scuola, quelle poche cose: quaderni, matite… Sembra impossibile che tutto sia cambiato in così poco tempo. Ma, al di là di ogni considerazione oleografica, del tipo «se stava mejo quando se stava pezox., ciò che più ha valore e che conta è l’umanità e le storie che qui sono raccontate, i gesti che qui sono racchiusi, le stagioni, il Carega sullo sfondo, Azzarino.
la scuola di Azzarino
Quanto è tenero vedere i bambini raggiungere, a piedi, affondando nella neve, la piccola scuola di Azzarino. E poi vederli dentro la pluriclasse, con i grembiulini neri, riscaldati dalla stufa a legno. Si imparava non solo a scrivere e a far di conto, ma anche a vivere.
la fienagione
L’esperienza dei ragazzi di città, portati in montagna per aiutare a tagliare il fieno, ci ricorda don Lorenzo Milani, e i suoi ragazzi di Barbiana, e don Zeno Santini, fondatore di Nomadelfia. Quanto sarebbe bello e utile, per i ragazzi di adesso, poter fare queste esperienze, imparare a capire quando è tempo di fienagione, imparare a conoscere gli alberi, a conoscere la fatica e il sudore del lavoro. La fatica e lagioia della fienagione appaiono, in queste fotografie, come nei quadri di Segantini.
dentro le case
Non c’è una televisione che appare dentro le case di Velo di quegli anni. Bambole di pezza, sfufe, camini, giochi di legno, guance arrossate dal freddo dell’inverno… Forse erano più felici di adesso. Forse Velo era più una comunità di adesso. C’è una foto che esprime tutto questo con una gioia straordinaria: quella del pranzo al sacco, sull’erba dopo aver tagliato il fieno… Lo scorrere del tempo era lento e seguiva il ritmo delle stagioni. A noi piace pensare don Giulio Battistella con la sua macchina fotografica che, con lo sguardo amorevole, andava a trovare la sua gente, viveva con la sua gente, voleva bene alla sua gente.
Le Falie Sala dei Centomila, 10/19 agosto 2008
